Eccoci qua...
stavolta vi scrivo da Londra... sono atterrata pochi giorni fa.
Sono ufficialmente una ragazza Au Pair :)
Il papà delle ragazze di cui mi occupo, mi ha contattato attraverso il sito aupair world e la prima cosa che mi ha detto è stata "Spero non ti dispiaccia se noi mangiamo carne" !!!!
In Italia non si sa nemmeno cosa significhi vegano mentre qui la cultura veg(etari)ana è molto più diffusa...
Anche le ragazze, pur avendo solo 9 e 11 anni, sanno tutto a proposito e sono parecchio interessate a queste tematiche. Una di loro si rifiuta ad esempio di mangiare determinati tipi di carne... come l'anatra! :)
Insomma non ho avuto problemi di sorta anzi, mi sono trovata addirittura meglio da questo punto di vista...
Stasera pizza... non posso non usare la mozzarella... sennò che pizza è... ma presto mi attrezzerò :D
L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è l'unico ad averne bisogno. M. Twain
Cosa sei?
mercoledì 9 maggio 2012
4 commenti:
Sappiamo che i vegani nel mondo non sono molti ma in costante aumento. Dopo due anni e mezzo di vegetarianesimo era ora del grande passo… perché la rivoluzione più grande è quella che si fa tutti i giorni (tre volte al giorno: colazione, pranzo e cena - come dice Lella dei troglodita tribe).
E tu? Qual è il tuo rapporto con il cibo? Mangi tutto e indiscriminatamente o sei un fanatico del "Km0"? Onnivoro o Breathariano mi farebbe piacere se lasciassi un’ impronta del tuo passaggio qui…
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La crisi economica favorisce la scelta dei vegetariani per una dieta piu sana e conveniente, ma siamo sicuri che le piante non provino dolore venendo uccise e poi mangiate?
RispondiEliminaOltre che sana e conveniente la mia, e quella di tutti i vegani, è una scelta etica. Non sono ancora vegana al 100% ma ciò a cui sto puntando è evitare di mangiare qualsiasi cosa che provenga da una fonte di sofferenza. Cruelty free insomma... Ad ogni modo, non so se conosci "La vita segreta delle piante", degli studi interessanti hanno dimostrato come le piante abbiano, se vogliamo chiamarli così (ma in realtà, chissà?) dei "sentimenti", insomma rispondono agli stimoli della realtà che li circonda. Lo puoi trovare anche in google books anche se con qualche taglio... Sono convinta che anche le piante siano delle forme di vita da rispettare e credo senzienti.. ma purtroppo non sono ancora fruttariana, anche se mi piacerebbe molto diventarlo, presto... da qualche tempo noto che sto ancora meglio quando assumo verdure non cotte. Molto interessante anche "La dieta senza muco" di A. Erhet di cui ti consiglio la lettura (se vuoi posso spedirtela pdf) che mi ha indirizzato verso il crudismo. Quindi credo di poter dire che un giorno riuscirò a cibarmi di frutta e fruttortaggi, senza causare nessun dolore alle piante :) Ancora non riesco.... è un percorso. Tu sei fruttariano/a?
EliminaSe diventi vegana, poi devi rinunciare al miele oltre ai latticini. Anche il modo di vestire deve cambiare: niente seta, niente lana, niente cuoio e pelle. Solo cotone biologico, juta e credo lino. La mia ragazza è vegetariana ma non puoi andare oltre per coerenza, l'unica alternativa è rivoluzionare la propria vita per seguire ciò che si ha dentro. Dicono che si possano utilizzare abbigliamento derivato dal riciclo della plastica ma secondo me è sbagliato se uno vuole fare del bene neanche dovrebbe usarla la plastica che per ricavarla si inquina, uccidendo di conseguenza.
RispondiEliminaIo sono onnivoro, anche se mangio carne/pesce un paio di volte settimana se va bene. Per me il miglior stile di vita rispettoso dell'ambiente era quello dei nostri nonni, la tradizione contadina fatta di cibi poveri con qualche eccezione, rispettando le stagioni e ciò che la terra offriva. Con questo non critico il tuo percorso, ma agli inizi del '900 apparte i genitori della Hack c'erano pochi vegani, la vita era diversa..
Scusa Mirko, vedo il tuo commento soltanto ora.
EliminaIn queste ultime settimane ho riflettuto molto sul significato dell'essere vegani. Dove si traccia la linea? Quando si supera il confine "vegano/non vegano"? Ultimamente ho letto un articolo che dice che in realtà essere vegani al 100% è impossibile perché in realtà l'uccisione di essere viventi concerne qualsiasi attività umana e dunque, ribadiva l'articolo, dirsi vegan è da ipocriti. Io invece credo che non ci sia esattamente un confine, io da dicembre sto "praticando" il veganismo. Ciò implica che voglio esserlo e farò il possibile per non incrementare un mercato di morte, vuol dire che a volte mangerò anche dei latticini ma sicuramente la mia lista della spesa sarà diversa da quella di un onnivoro. La tensione a essere coerenti con i propri ideali non implica che ci si debba trasformare dalla sera alla mattina. C'è un percorso che non deve essere per forza drastico, anzi credo che debba essere il più naturale possibile, così è stato per me. Tutte le scelte che ho fatto in questi 3 anni sono state molto graduali e sinceramente non ho sentito affatto il cambiamento. E' stato come se il mio corpo raggiungesse dopo un tot di tempo una nuova consapevolezza e così rifiutasse qualcosa che non sentiva come naturale. Mi concedo anche di sgarrare e allo stesso tempo se lo faccio non sento sensi di colpa, altrimenti sarebbe ancora più nocivo. A proposito di lana e tutti gli altri derivati penso che sia molto più dannoso comprare nuovi vestiti, ci pensavo proprio ieri. Pensiamo a tutti i vestiti che sono stati "cuciti" nel corso della storia... eppure continuiamo a comprarne (la moda, l'apparire, blablabla). Ecco, io credo che sia molto meglio dare vita ad un abito di seconda mano, anche se di lana o di seta, piuttosto che andare a comprare un vestito vegan! :)